Notizie Arte dell'uomo, scintilla di Dio

Arte dell'uomo, scintilla di Dio

E’ con un momento di riflessione spirituale che terepia, il teatro di figura vuole anticipare alcuni temi della Giornata Mondiale della Gioventu’ che vedra’ coinvolti i giovani di tutto il mondo a Sidney nel mese di luglio.
Domenica 22 Giugno 2008 alle ore 21.00 presso la Chiesa di Santa Caterina, in via Cesare Battisti a Padova, si terra’ la sacra rappresentazione “L’Arte dello Spirito”, che ripercorre le vie dello Spirito nella storia dell’umanita’ attraverso le opere d’arte.
Ingresso libero.

In ogni opera d’arte, in tutto ciò che l’uomo plasma e lavora con passione, fantasia e ascolto della sua più profonda interiorità, c’è una scintilla divina.

La bellezza dell’arte non può che avvicinare l’umanità a Colui che è l’unico in grado di creare dal nulla.

È proprio seguendo questa ispirazione che la compagnia teatrale “Terepia, il Teatro di Figura” ha realizzato lo spettacolo “L’arte dello Spirito”, in occasione della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, che si terrà a Sydney dal 15 al 20 luglio 2008.

L’associazione culturale Terepia, nata per la ricerca e la divulgazione di originali forme di teatro di figura, fatto di espressione, recitazione, musica, mimica, animazione di figure e di oggetti surreali, non è nuova all’approfondimento di temi teologici e raccoglie anche le sfide più ardue, quando si tratta di dare vita a “sacre rappresentazioni” in modo originale, metaforico e pregno di significati profondi, mai banale o stereotipato.

L’entusiasmo nato dalla partecipazione, con lo spettacolo “Una scala per il Cielo”, alla XX GMG nel 2005 a Colonia, vissuta da tutta l’associazione come stimolante e gioioso momento di incontro con molteplici culture, colori, voci, di giovani provenienti da tutto il mondo, ha suscitato il desiderio, quasi la necessità, di essere ancora presenti, se non fisicamente, almeno con la vicinanza spirituale ed emotiva, a questo nuovo appuntamento.

Attraverso l’analisi e la ricostruzione simbolica di alcune opere pittoriche (di artisti come Michelangelo, Beato Angelico, El Greco, Caravaggio), lo spettacolo, frutto di indagine artistica e di approfonditi studi teologici, ripercorre la via sacra dello Spirito nella storia dell’umanità, a partire dalla creazione, attraverso l’annunciazione alla Vergine e l’Incarnazione, fino ad arrivare alla Pentecoste e alla nascita della Chiesa.

Brani della Lettera agli Artisti di Papa Giovanni Paolo II fanno da filo conduttore alla rappresentazione, alternandosi ai testi elaborati da Terepia: lo spettacolo si snoda anche attraverso alcuni dialoghi immaginari, tra gli artisti e lo Spirito, che mostrano sia la fatica e il contrasto interiore che rendono arduo il compito dell’artefice, sia l’ispirazione e il sostegno dello Spirito, che dà forza all’uomo e nutre la sua creatività.

Il percorso dello Spirito nella storia dell’umanità è sottolineato attraverso alcune famose opere d’arte pittorica, che compaiono sulla scena abbozzate su veli trasparenti, surreali, in cui solo alcune delle forme originali assumono un unico colore, intenso, simbolico e provocante, e prendono poi vita nei corpi stessi dei figuranti, che, “indossando” oggetti emblematici, resuscitano l’opera con i loro movimenti, rendendola situazione materiale, realmente esistente, attuale e dinamica.

I figuranti che interagiscono con l’opera d’arte rappresentano l’umanità intera, costituita da persone che possono prendere parte alla realizzazione e al perpetuarsi dell’arte secondo la propria individualità, in base ai doni che hanno ricevuto dallo Spirito.

Il ri-vivere e il ri-creare l’arte induce i figuranti a penetrare il mistero stesso del momento creativo, in cui l’artefice dà forma e significato a qualcosa di già esistente, che è stato tratto dal nulla dal Creatore.

Nessuno meglio dell’artista può intuire la passione e la dedizione con cui Dio guarda al creato, opera delle sue mani, e più di tutti, all’uomo, in cui ha soffiato il suo Spirito. L’opera dell’artista permette la comunicazione con Dio e fa da tramite tra ciò che è umano, limitato, legato alla terra, e il divino, che tutto comprende e trascende.

È anche attraverso l’arte e la sua bellezza che l’uomo si sente meno solo, ma parte di un creato permeato dalla presenza di un Dio che si è fatto Uomo.  “Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20) “avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra” (At 1,8).

 

Silvia Todros