| Una scala per il cielo |
|
|
|
|
L’episodio della Torre di Babele, che sembra proiettarci lontano nel passato, fino alle origini delle civiltà e delle razze umane, è, invece, sorprendentemente attuale. È una storia che si ripete ogni qual volta un’ideologia si illude di poter annullare lingue, colori e sapori dei diversi popoli e delle diverse culture, uniformandoli in un grigiore senza vita. L’esplosione di suoni e parole, che hanno il sapore di terre straniere e sembrano il battito incessante di pietre spaccate, rivela che non è possibile negare la bellezza e la ricchezza della diversità. Come in uno specchio con tante sfaccettature, ognuno vede se stesso nel diverso che è altro da lui, ma è immagine riflessa del Cristo. E tutti i dialetti, tutte le voci, si levano all’unisono in un cantico di lode: ogni differenza, pur restando tale, trova unità e pace nel figlio di Dio, l’unica scala per salire al cielo. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|



